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ORIGINI DI VENERE
(Tratto da wikipedia)
Afrodite (in greco, ?φροδ?τη), nella mitologia greca, era la dea dell’amore, della bellezza, della sessualità e della lussuria.
Il suo equivalente nella mitologia romana era Venere. Mirto, colomba, passero e cigno erano a lei sacri. L'Afrodite greca aveva numerose equivalenti: Inanna (controparte sumera), Ishtar (Mesopotamia), Hathor (egiziana), Astarte (Siro-Palestinese), Turan (etrusca) e Venere (Romana). Ha dei parallelismi con le dee dell'alba indo-europee, come Ushas o Aurora.
Il nome ?φροδ?τη è collegato per etimologia popolare con ?φρ?ς "spuma", interpretato come "sorta dalla spuma". Ha riflessi nella civiltà Etrusca (dal cui Aprile), che probabilmente deriva dal greco. Nonostante i tentativi di farne discendere il nome dalla semitica Aštoret, tramite una non documentata trasmissione ittita, rimangono dubbi. Un' idea di, rifiutata da Hjalmar Frisk, farebbe derivare il nome da πρ?τανις, arrivato ai greci dagli etruschi (e)pruni, "lord" o simili. Spesso, Afrodite si manifesta come due divinità diverse: Afrodite Urania, nata dalla spuma del mare dopo che Crono evirò Urano, e Afrodite Pandemos, l'Afrodite "comune" nata da Zeus e Dione. Afrodite Urania è riferita a volte alla Afrodite celeste che rappresenta l'amore ideale e intellettuale mentre Afrodite Pandemos e associata con un amore carnale.
NASCITA DI VENERE
Afrodite (Venere) nacque dalla spuma del mare davanti alla spiaggia di Paphos (Cipro), dopo che Crono aveva tagliato i testicoli di Urano e li aveva gettati in mare. La Teogonia di Esiodo descrive che i genitali "vennero trascinati dal mare per un lungo periodo, e spuma bianca sorse dalla carne immortale; dentro ad essa crebbe una ragazza" che divenne Afrodite. Quindi Afrodite è di una generazione più vecchia rispetto a quella di Zeus. Nell'Iliade (Libro V) si esprime un'altra versione delle sue origini, secondo la quale era considerata una figlia di Dione, che era l'originale dea oracolare ("Dione" è semplicemente "la dea, la forma femminile di Δíος, "Dios", il genitivo di Zeus) a Dodona. In Omero, Afrodite, avventurandosi in battaglia per proteggere suo figlio Enea, viene ferita da Diomede e ritorna dalla madre, per chinarlesi in grembo e essere confortata. "Dione" sembra essere un equivalente di Rea, la Madre Terra, che Omero ha rilocato nell'Olimpo, che a sua volta fa riferimento ad una ipotetico pantheon originale proto indo-europeo, in cui la principale divinità maschile è rappresentata dal cielo e dal tuono, e la principale divinità femminile (forma femminile dello stesso dio) è rappresentata come la terra o il suolo fertile. La stessa Afrodite viene talvolta indicata come "Dione". Una volta che il culto di Zeus usurpò quello dell'oracolo di Dodona, alcuni poeti lo resero il padre di Afrodite.
Il principale centro di culto di Afrodite rimase a Paphos, sulla costa sud-occidentale di Cipro, dove la dea del desiderio era da lungo tempo venerata come Ishtar e Ashtaroth. Si dice che inizialmente arrivò a Citerea, un punto di collegamento commerciale e culturale tra Creta e il Peloponneso. Si ha forse così un indicazione del percorso del culto originario di Afrodite, da levante alla Grecia continentale.
Nel Simposio di Platone, il discorso di Pausania distingue tra due manifestazioni di Afrodite, rappresentata da due storie: Afrodite Urania (Afrodite "paradisiaca"), e Afrodite Pandemos (Afrodite "comune"). Queste due manifestazioni rappresentano il suo ruolo nell'omosessualità e nell'eterosessualità rispettivamente. In alternativa, Afrodite era la figlia di Talassa (essendo nata dal mare) e di Zeus. Secondo un altra versione sarebbe figlia di Poseidone.
(dipinto di Gaeta Gianni)
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